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Pamphilus
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mwbqmwbgPamphilus seu de amore (o mwbwPamphilus de amore, di norma citato semplicemente come mwcaPamphilus, ma noto anche come mwcqPamphilet, e citato da mwcgGeoffrey Chaucer come mwcwPamphillescite-ref-1[1]) è un prodotto della mwealetteratura latina medievale in versi, che si inscrive nel mweqfilone letterario della cosiddetta mwegcommedia elegiaca (o mwewcommedia latina medievale), un genere situato al confine tra poesia e mwfateatro medievale, fiorito da una culla individuabile nella mwfqFrancia medievale, regione della mwfgLoira, nella stagione culturale del cosiddetto mwfwRinascimento del XII secolo.

Contents

Trama
Note

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Caratteri

Opera mwgwadespota, il mwhaPanfilo è considerato, insieme allmwhq'mwhgmwhwAlda di mwiaGuglielmo di Blois, una forma archetipica di quel nascente genere letterario che sarà individuato dagli studiosi come mwiqcommedia elegiaca (o commedia latina medievale).

Oltre all'autore, dell'opera non si conosce nemmeno il luogo di provenienza: secondo mwiwPeter Dronke, si tratta di un prodotto culturale dell'mwjaInghilterra medievale dell'età di mwjqEnrico II, databile intorno al 1150cite-ref-2[2].

A differenza di altre mwkwcommedie elegiache, caratterizzate, di solito, dall'alternanza di mwladialoghi e parti narrate, il mwlqPamphilus (al pari del mwlgBabio, altro prodotto dello stesso genere) è composto esclusivamente di parti dialogate.

Nel novero della altre opere dello stesso mwmqcorpus letterario, il mwmgPamphilus, in particolare, occupa una posizione speciale: interamente dialogato, anticipatore della mwmwmwnaCelestina, capolavoro di mwnqFernando de Rojas (1499), è stato definito da mwngMaría Rosa Lida de Malkiel "opera maestra" tra tutte le commedie elegiache, dalle quali si distaccava nettamente per la capacità di risolvere l'mwnwispirazione ovidiana in una prospettiva in cui convergevano motivi, riflessioni e mwoaintrospezioni mwoqamorose da mwogromanzo cortesecite-ref-3[3]

Fortuna

Il mwqqPamphilus fu una delle commedie latine medievali di maggior fortuna, come testimoniato dai numerosi manoscritti da cui è mwqgtramandato, compresa una traduzione in prosa in mwqwlingua norrena di fine XII secolo. Il suo stesso titolo lasciò un'impronta linguistica riconoscibile e duratura nel lessico europeo: da mwraPamphilet (nome popolare con cui, in mwrqantico francese, era conosciuta la commedia), derivò il termine comune mwrgpamphlet, parole poi diffusasi in varie lingue, che assunse il significato odierno di «libello satirico o polemico» nella mwrwFrancia del XVIII secolocite-ref-4[4].

Trama

Panfilo è un giovane di povera condizione sociale, preso da un folle mwtginnamoramento per Galathea, bella e giovane vicina di casa, che appartiene, invece, a una nobile e ricca famiglia. Panfilo, allora, implora la dea mwtwVenere di venire in suo soccorso. (vv. 1-70)

La dea, riassumendo il primo libro dell'mwuqmwugArs amandi di mwuwOvidio, gli impartisce alcuni consigli pratici, utili a mwvasedurre la bella vicina. (vv. 71-142)

Accomiatatosi dalla dea, Panfilo incontra Galatea. Alla vista dell'amata è assalito dall'emozione, si sente mancare la voce, mentre le gambe gli tremano e le forze sembrano abbandonarlo fin quasi allo svenimento; è solo con un enorme sforzo di volontà che riesce a riprendersi e a rivolgersi alla ragazza: il giovane si mostra abile nell'usare i precetti di Ovidio appena appresi dalla dea, grazie ai quali riesce a strappare un mwvgbacio alla ragazza e a ottenerne il permesso e la promessa di rivederla ancora. (vv. 143-244).

Allontanatasi Galatea, Panfilo si abbandona alla gioia effimera di quel primo successo. Si ricorda, però, dei consigli di Venere e va a trovare una vecchia mwwamezzana, esperta in affari d'amore. (vv. 245-284)

Con la vecchia, come con Galatea, Panfilo segue i consigli di Ovidio: a forza di promesse riesce a ottenere da lei l'impegno di favorire la sua impresa. (vv. 285-338)

La vecchia, allora, incontra Galatea e riesce a sondare con grande abilità l'animo della ragazza facendosi confessare la sua attrazione per Panfilo. (vv. 339-410)

La vecchia ritorna così dal giovane e, al fine di stimolare in lui il coraggio necessario a compiere l'atto di forza che vuole consigliargli, e per sollecitare la sua mwxariconoscenza per il servizio che gli renderà, lo induce in uno stato di disperazione, facendogli credere che Galatea è sul punto di sposarsi. Poi lo consola, spiegandogli che non tutto è perduto per lui: sarà lei stessa a chiedere alla ragazza di accordargli un appuntamento; se Galatea acconsentirà, toccherà a lui fare la sua parte di uomo in modo da impedire il matrimonio.

La vecchia ritorna da Galatea e la conduce a casa sua con il pretesto di donarle dei frutti raccolti nel suo giardino. (vv. 549-650)

Fingendo una combinazione casuale, giunge in casa anche Panfilo. Allora l'infame mwxwprosseneta, col pretesto di aver udito il richiamo di una vicina, si allontana per lasciare sola la coppia. Pamphilus, quindi, mwyaseduce la ragazza e la possiede. Al suo ritorno, la vecchia trova Galatea sciolta in un pianto dirotto: la ragazza subissa la donna di rimproveri e la vecchia, senza turbarsi affatto, le consiglia di calmarsi, spiegandole che le lacrime versate non potranno mai restituirle la mwyqverginità appena perduta. C'è solo un modo per rimediare al male occorsole, siglare un mwygmatrimonio riparatore. La commedia si conclude, così, con un mwywlieto fine. (vv. 651-780)

Note

cite-note-11. voce «mwagPamphilles, Pamphilus», in Jacqueline de Weever, mwawChaucer Name Dictionary. A Guide to Astrological, Biblical, Historical, Literary, and Mythological Names in the Works of Geoffrey Chaucer, Garland Publishing, 1996
cite-note-22. mwbw(mwcamwcqEN) mwcgPeter Dronke, mwcwA note on «Pamphilus», in mwda«Journal of the mwdqWarburg and mwdgCourtauld Institutes», n.mwdw 42, London, mweaWarburg Institute, 1979, pp.mweq 225-230, mwegISSNmwew 0075-4390.
cite-note-33. mwhg(mwhwmwiaES) mwiqMaría Rosa Lida de Malkiel, mwigLa originalidad artística de «La Celestina», Buenos Aires, Eudeba, 1962, p.mwiw 36, mwjaOCLCmwjq mwjg1934543.
cite-note-44. mwkgpamphlet, mwkwmwlaVocabolario Treccani on line, mwlqIstituto dell'Enciclopedia italiana

Bibliografia

• mwmq(EN) mwmgPeter Dronke, mwmwA note on «Pamphilus», in «Journal of the mwnaWarburg and mwnqCourtauld Institutes», 42, 1979, pp. 225-230
• Ferruccio Bertini, «mwoamwoqCommedia elegiaca», in mwogmwowEnciclopedia federiciana, dal sito dell'mwpaIstituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
• Edoardo D'Angelo, «Poesia latina», in mwqgEnciclopedia federiciana, dal sito dell'mwqwIstituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
• mwrq(EN) Paul G. Ruggiers (a cura di), mwrgVersions of Medieval Comedy, University of Oklahoma Press, 1977
• mwsa(ES) María Rosa Lida de Malkiel, La originalidad artística de «La Celestina», Buenos Aires, Eudeba, 1962, OCLC 1934543.

Voci correlate
Collegamenti esterni

• citerefarlima(FR) Bibliografia su Pamphilus, su Les Archives de littérature du Moyen Âge.